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Pier, hai ragione splendido!. Sempre molto acuto il nostro narratore, gli psicoanalisti la chiamano
"Proiezione" e forse umilmente: "Ognun del proprio cuor, l'altrui misura.
Ho spesso notato che anche durante la conversazione con una persona veniva fuori questo proiettare su chi ti sta davanti i tuoi problemi e i tuoi pensieri o la tua situazione.
Io invece sono alle prese sempre nel secondo volume, alla pagina 158 - 159, dopo tutto il discorso che il Narratore ci riporta con questo Bergotte (credo sia un nome di fantasia, riferito a uno scrittore inventato dallo stesso Proust) Ho chiesto anche a mio figlio, non ha mai sentito parlare di un Bergotte; con l'amore del narratore per Gilberte, un amore che gli impedisce di concentrarsi sulla sua scrittura. Ora tutti i giorni lui può andare a trovare Gilberte presso gli Swann:
Ma dopo tutto ero felice e più nessuna minaccia s'ergeva contro la mia felicità. Ne sarebbero venute ahimè da una parte dove non avevo mai scroto alcun pericolo, da gilbert e da me stesso. Avrei dovuto tormentarmi per ciò che chiamavo felicità. si tratta in amore di uno stato anormale, capace di dare subito all'incidente in apparenza più semplice, e che può sempre capitare, una gravità ch'esso, di per sè, non implicherebbe. a rendere così felici è la presenza nel cuore di qualcosa di instabile, che continuamente facciamo in modo di trattenere e di cui quasi non ci accorgiamo fin tanto che non si sposta. In realtà nell'amore c'è una sofferenza perpetua, che la gioia neutralizza, rende virtuale, rinvia, ma in qualsiasi momento può diventare quale sarebbe da tempo se non fosse ottenuto quando si sperava: atroce."
Il narratore spera che il suo amore per Gilberte è protetto dal fatto di avere per alleati i genitori, che desiderano averlo a casa loro tutti i giorni proprio perchè sperano che il narraore abbia una buona influenza sulla loro figlia un po discola. Ma:
Purtroppo, da certi segni d'impazienza che Gilberte si lasciava sfuggire quando era per così dire suo malgrado che Swann mi faceva andare, dovetti chiedermi se quella che avevo considerato una protezione per la mia felicità non fosse, al contrario, la ragione segreta che s'opponeva al suo perdurare."
Già una frase anche difficile da interpretare. Mi viene da pensare che proprio perché la presenza del Narratore viene imposta, dai genitori che Gilberte vi si ribella.
Altre pagine simpatiche sono quelle precedenti in cui il Narratore ci racconta delle sue visite in una casa di appuntamento non troppo chic, che lui frequenta per un certo periodo di tempo ma nella quale non si apparta con nessuna delle donne disponibili, in compenso chiacchiera volentieri con la tenutaria.
Proseguo nella lettura alla pagina 159, ho ancora 60 pagine per arrivare alla
Parte seconda.
Altro che botte di vino Pier, qui c'è da bersi parecchie bottiglie di Champagne, magari con un po' di caviale. Che ne dici? O preferisci più prosaicamente una bella bottiglia di Barbera con pane e salame? AH, GIA' CHE SEI VEGETARIANO!!!!

Io resto per lo champagne, comunque.

Ciao, buona domenica.