Parte Seconda
Capitolo VII
Una delle più belle dichiarazioni d'amore che abbia letto
Voi siete la vita, per me, lo capite? Non ho più pace, dunque non posso renderla a voi. Posso darvi me stesso, posso darvi il mio amore. Questo sì. Ma non posso pensarmi lontano da voi. Voi e io siamo una cosa sola, per me. E non vedo pace possibile, nel nostro futuro. Né nel mio, né nel vostro. Vedo la disperazione, vedo l'infelicità... oppure vedo una felicità possibile. E che felicità! Perché dovremmo negarcela? (Vronskij ad Anna).
Mi ha stupito molto la modernità di alcuni comportamenti dell'epoca e della centralità della figura della donna nei saloni. Ad esempio mi ha colpito molto che Anna andasse alle feste o agli incontri mondani nei saloni da sola, che il marito la raggiungesse dopo e che lei potesse decidere di rimanere a cena, mentre Karenin si ritirasse a casa senza di lei. Anche nelle conversazioni le donne tengono sempre banco.
Capitolo VIII
E' giunto il momento di parlare di Karenin. Le parti di questo capitolo che mi sono segnata sono più o meno le stesse di
Bea (bibbagood).
Mi ha colpito molto che lui non trovasse niente di sconveniente sul fatto che la moglie si appartasse con Vronskij, e questo a me personalmente suona strano. Però siccome la cosa era parsa sconveniente agli altri ospiti allora decide che è il caso di parlare con la moglie.
Addirittura
contravvenne alle sue abitudini e invece di andare subito a dormire aspetta Anna.
Non poteva certo coricarsi prima di aver passato al vaglio quella novità (il possibile tradimento della moglie). Con questa semplice frase Tolstoj rende perfettamente l'idea di com'è Karenin, non ha bisogno di tanti giri di parole per descrivercelo.
Per un momento ho creduto che Karenin potesse essere un uomo molto intelligente e molto moderno
Non era geloso. Era, anzi, convinto che la gelosia era un insulto alle consorti, alle quali si doveva fiducia.
Poi però leggo che a lui i sentimenti di lei non riguardano, sono un affare della sua coscienza. Lui ha il solo compito di guidarla, di metterla in guardia su eventuali pericoli. Si dispiace poi di dover sprecare tanto tempo ed energie per questioni familiari
Insomma mi è crollato il mondo addosso.
Capitoli XII-XVIII
Belle le pagine su Levin, la campagna, le sue attività. Continuo a trovarlo noioso, ma penso che lui abbia veramente trovato la chiave della felicità
Sarà perché mi accontento di ciò che ho e non desidero ciò che non posso avere? E' un'ottima filosofia di vita per non essere perennemente insoddisfatti
Comunque anche Levin fa pensieri cattivi, l'ho beccato in fallo
Giorgia (Mulaki) vedrai che Levin non è così perfetto.