Ho appena concluso i bellissimi capitoli (22-23) relativi al ballo: come già in
Guerra e Pace, Tolstoj è bravissimo ad abbagliarci alla luce dei lampadari e con l’eleganza e lo splendore degli abiti, mentre con grazia e naturalezza ci trascina e confonde nel vortice danze al ritmo di musica. C’è tutto un mondo, chiuso in quel salotto, e tutta la gamma dei sentimenti si concentra e riflette negli sguardi e nelle battute dei presenti. E poiché ne siamo parte, noi sentiamo che quel mondo è reale, che quei sentimenti sono veri.
Leggere un classico è come viaggiare: se non nello spazio, almeno nel tempo. Ed è un modo per conoscere meglio se stessi, e l’animo umano: questo
Anna Karenina – al momento - non rappresenta per me l’eccezione, ma una lieta conferma.
Ho riletto gli interventi di chi mi ha preceduto e già vedo molti di noi (me compreso, ovviamente) istintivamente pronti a schierarsi: al fianco della povera Dolly, contro Stepan il maschilista; o col solido, ruvido Levin, contro il volubile e levigato Vronskij; o dalla parte della dolce e ingenua Kitty, contro la misteriosa e non proprio innocente Anna. E in effetti, leggendo, non è così difficile per noi riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato; sapere quel che si dovrebbe o non si dovrebbe dire, o fare; distinguere il buono dal cattivo.
Ma il fatto che la stessa Dolly sia ancora innamorata di Stepan, che lo stesso Levin ammetta la superiorità di Vronskij, che la stessa Kitty ammiri incondizionatamente Anna, dimostra come anche noi – nei panni di quei personaggi – saremmo esposti ai medesimi errori di valutazione e alla possibilità di commettere gli stessi, identici errori. Ed è questo il grande pregio del romanzo (anche se non solo di questo romanzo): ogni personaggio è vero, vivo, reale, e in ognuno di essi (sì, forse anche nei tipi più riprovevoli
) c’è qualcosa di noi, dei nostri pensieri, dei nostri sogni e delle nostre paure. Facciamo dunque attenzione: elevandoci a giudici, rischiamo di condannare noi stessi.
Questo almeno è quel ch’io ho finora colto e percepito. Perciò comprendo benissimo come qualcuno – pur essendo stato messo sull’avviso - possa anche trovare simpatico Stepan, Vronskij affascinante e Anna sincera. E' probabilmente un errore: ma chi di noi non ha mai sbagliato?