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Le notti bianche, nostro Libro del Mese di febbraio 2014, è stato scritto dal celeberrimo scrittore russo Fedor Dostoevskij, che ha trascorso gran parte della sua vita a San Pietroburgo, la Venezia del Nord, dove pure si verifica – come in tutto il nord della Russia – il fenomeno astronomico che dà il titolo al romanzo breve.

San Pietroburgo è la seconda città della Russia per popolazione e grandezza, ed il primo porto del Paese. Il clima è continentale umido: passa da inverni freddi con temperature che scendono fino a -10 °C, all'estate la cui temperatura massima raggiunge i 22 °C.
Le famose notti bianche, protagoniste del nostro Libro del Mese, sono dovute alla vicinanza con il Polo; nel periodo da metà maggio a metà luglio, infatti, il sole rimane crepuscolare per tutta la notte, favorendo la vita notturna della città. 
Pietro il Grande la fondò il 27 maggio 1703 sulla foce del fiume Neva, dopo aver conquistato il territorio in precedenza svedese. Il nome originario, Sankt Peterburg, deriva dal suo Santo patrono, San Pietro appunto, ed è in lingua olandese poiché lo Zar aveva vissuto e studiato sotto mentite spoglie proprio in Olanda. L'intenzione di Pietro il Grande era di farla diventare, anche grazie alla sua posizione, capitale della Russia zarista e finestra sull'occidente per scambi commerciali e culturali.
Costruita da architetti provenienti da diverse nazioni europee e soprattutto italiani, la pianta cittadina è molto regolare, insolita in Russia. Viene soprannominata, per i canali che instradano le acque del Neva nel centro della città e le centinaia di ponti, la Venezia del Nord.
San Pietroburgo è un importante centro culturale - il suo centro storico è riconosciuto Patrimonio UNESCO - e vanta molti musei, tra cui i principali sono il Museo di Stato Russo, il Museo Etnografico Russo ma soprattutto l'Ermitage, secondo solamente al Louvre.
Sull'isola Grande Neva si trova la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, cittadella del XVIII secolo; sulla sponda opposta, invece, la Cattedrale d'Isacco, uno dei più interessanti monumenti, insieme alla Chiesa del Salvatore del Sangue Versato, dell'arte e dell'architettura russe, e l'Ammiragliato, la cui guglia dorata sormontata da una banderuola fa da centro focale della parte storica della città.
Il Palazzo d'Inverno, che ha forma di un rettangolo bianco e verde, è un edificio molto sontuoso, costruito tra il 1754 e il 1762 dall'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli come residenza invernale degli Zar. Lo stile italiano fu scelto per l'amore che Pietro il Grande nutriva per l'Europa, e curiose sono le leggi che promulgò per la costruzione di questo palazzo: innanzitutto, vietò ogni altra costruzione in Russia, cosicché tutti i muratori erano costretti a lavorare al palazzo; inoltre, obbligò ogni nave a portare almeno un carico di materiale e, infine, obbligò tutti gli aristocratici a costruire palazzi di almeno due piani. Ironicamente, nel 1844 un'altra legge vincolava, invece, a costruire ville più basse del Palazzo d'Inverno, le cui 176 statue sul tetto dovevano stagliarsi al di sopra di tutto. Gli esterni sono rimasti immutati da allora, mentre gli interni sono stati più volte modificati e, addirittura, completamente ricostruiti nel 1837, dopo un terribile incendio. Nel 1905 fu teatro dell'eccidio della Domenca di Sangue e,da lì in poi, smise di essere residenza degli Zar per diventare sede del governo provvisorio e, in seguito, delle armate rosse.
Hermitage - San PietroburgoOggi è sede dell'Hermitage. Perché visitarlo? Oltre all'edificio stupendamente decorato, potrete trovare opere di famosi artisti di tutto il mondo e di tutte le epoche (il museo ospita, infatti, oltre tre milioni di opere, sebbene quelle esposte, per motivi di spazio, siano solamente 60.000): Michelangelo, Caravaggio, Monet, Renoir, Picasso, Rembrandt, Van Gogh e molti altri ancora.
Da non dimenticare il Giardino d'Estate, esterno al Palazzo d'Estate, rigorosamente in stile italiano e con statue dei grandi maestri italiani.
La città, come già detto, sorse per commemorare la vittoria sugli svedesi. Aleksandr Nevskij, uscito vittorioso dalla battaglia del Neva, venne celebrato con l'erezione, nel 1823, di un monastero comprendente ben 11 chiese e 4 cimiteri, circondati da mura e fossati. In uno di questi cimiteri troviamo anche l'autore del nostro Libro del mese: Fedor Dostoevskij, infatti, riposa nel Cimitero Tichvin, insieme a molte altre personalità dell'arte e della cultura russa.
Chiamata nel periodo della Prima guerra mondiale Petrogrado, dagli anni Venti fino al 1991 la città ha nuovamente cambiato nome in Leningrado ed alla storia è passato l’Assedio di Leningrado, ad opera delle truppe tedesche, negli anni 1941-1944. Dopo la Seconda guerra mondiale, Leningrado è stata ricostruita ed ha ricominciato a vivere.
Oggi, San Pietroburgo sembra ritornata ad essere la finestra sull’occidente che si proponeva Pietro il Grande – tanto che la città viene chiamata, informalmente, con il più occidentale nome Piter –, nonostante la realtà odierna russa, sia dal punto di vista sociale che politico, non sia purtroppo delle più semplici.

Letture consigliate:

I dipinti dell'Ermitage di Piotrovskij Michail B., Magnus Editore, 2004
Pietroburgo e l'Italia 1750-1850. Il genio italiano in Russia, Skira Editore, 2003
Pietroburgo: una città si racconta. Tra passato e presente, inquietudini di una generazione di Avrese Duska, Il Poligrafo Editore, 2002

(articolo a cura di Elisa Zonca)

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