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L'ambientazione de La fine dell’eternità, Libro del Mese di Luglio 2014, è minimale, basica, essenziale. In una dimensione atemporale, che si estende dal 27° secolo all'infinito, per ogni secolo, questa dimensione ha una "sezione" che può essere paragonata al piano di un palazzo: le sezioni sono tutte uguali e comprendono l'alloggio del calcolatore, che decide i cambiamenti di realtà; gli alloggi dei tecnici che attuano i cambiamenti decisi; gli alloggi degli operai e degli addetti alla comunicazione. Nulla più.

Di fronte ad una realtà in cui sono possibili i viaggi nel tempo e in cui è scomparsa l'idea stessa di "fine del mondo", le aspettative, riguardo agli scenari in cui la storia potrebbe svolgersi, sono grandi. Tuttavia, Asimov relega l'ambientazione spaziale della sua storia ad un ruolo marginale, come se la sua fervida e prolifica fantasia fosse irrimediabilmente imbrigliata. Gli uomini descritti da Asimov sono fragili, oppressi e abbandonati, fisicamente e psicologicamente, all'idea dell'eternità. In altre parole, gli uomini sono stati irreggimentati, cioè sono stati abituati all'idea del sacrificio in nome del bene comune, cioè dell'eternità. E ciò ha tolto loro l'audacia, il coraggio, la voglia di superare i propri limiti fisici, alla ricerca dell'immortalità nel ricordo dei posteri. Dunque, nel romanzo di Asimov, aldilà della storia d'amore e delle vicende narrate, vi è l'uomo, imprigionato nei limiti del suo corpo e della Terra, la quale appare piccola come mai prima.

Dunque, è stata una scelta lucida, consapevole e precisa quella di sacrificare l'ambientazione spaziale. E sofferta. Deve esserlo stato per una mente capace, in un articolo per il New York Times del 16 agosto 1964, di immaginare e descrivere la New York del 2014, come una città in cui: è possibile fare video-telefonate; gli schermi possono essere usati per vedere fotografie e per leggere i libri; gli elettrodomestici sono in grado di cucinare il cibo, riscaldare l'acqua, preparare il caffè, tostare il pane e preparare la colazione per il giorno dopo; ci sono schermi attraverso cui è possibile vedere la TV 3-D; ci sono case nel sottosuolo senza problemi meteorologici con aria pulita e luce controllata. Soprattutto, deve essere stato difficile limitare gli slanci di un uomo, la cui sensibilità lo portava ad esprimersi in questi termini: «la parola lavoro sarà quella più importante del dizionario del nuovo secolo e del nuovo millennio… l'umanità dovrà fare i conti con la noia, un malessere che si diffonderà con velocità allarmante…»

L'articolo completo, "Visit to the Worlds' Fair of 2014", è disponibile qui.

(articolo a cura di Emiliano Marzinotto)

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