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Il Libro del Mese di Luglio 2014, La fine dell'eternità di Isaac Asimov, ci ha proiettati fuori dal tempo e dallo spazio di cui siamo soliti leggere, ma la fantascienza non è stata la musa solo di brillanti romanzi: c'è un esempio nel cinema che mostra notevoli affinità con il libro di Asimov, pur narrando una storia completamente diversa. Andiamo alla scoperta dunque di Minority Report, trasportandoci negli USA di un futuro nemmeno tanto lontano.

Minority Report esce nelle sale cinematografiche nel 2002, per la regia di Stephen Spielberg. Il cast vede nomi di tutto rispetto, tra cui quelli di Tom Cruise e Collin Farrell; ottiene una calda accoglienza dal pubblico e numerosi riconoscimenti, tra cui una nomination agli Oscar 2003 per il miglior montaggio sonoro. Il film è liberamente ispirato all'omonimo racconto di Philip K. Dick, pubblicato in Italia per la prima volta nel 2002 in una raccolta dedicata all'autore dal titolo Rapporto di minoranza e altri racconti.

Ad un primo sguardo la trama del film non sembra avere nulla a che fare con quella del romanzo di Asimov. Innanzitutto, se il tecnico Harlan si trova a viaggiare continuamente nel tempo, in una struttura extra-temporale quale è l'Eternità, nel film la storia è ambientata nella Washington del 2054 ed è di stampo poliziesco: grazie alle previsioni di tre veggenti, la Polizia riesce a prevenire gli omicidi e ad incastrare i colpevoli ancor prima che essi commettano il loro crimine. La storia si complica quando il personaggio principale, John Anderton – interpretato da Tom Cruise –, scopre che il prossimo omicidio previsto dai veggenti sarà commesso proprio da lui.

Le somiglianze con il romanzo di Asimov, dunque, sono più sottili e non appaiono a prima vista. Tuttavia è ben chiaro sin dall'inizio del film che la Polizia di Washington sfrutta le premonizioni dei tre veggenti per prevenire ogni tipo di crimine. Incastrare un potenziale colpevole prima che l'omicidio venga commesso, però, non equivale tanto a "punire un colpevole", bensì a "punire le cattive intenzioni di un potenziale colpevole". La polizia, dunque, si arroga il diritto di decidere della libertà altrui, delle scelte compiute dai cittadini, in virtù di un bene superiore, per quanto comprensibile, quale l'eliminazione degli omicidi dalla città.

Appare più evidente ora una prima somiglianza con il romanzo di Asimov: anche l'Eternità, infatti, si arrogava il diritto di decidere delle azioni degli uomini per un bene superiore, che in quel caso era rappresentato dalla prospettiva della sicurezza della razza umana in un futuro anche più remoto (si parlava infatti di migliaia e migliaia di secoli). Si potrebbe dire che l'Eternità di Asimov come la Precrimine di Spielberg agiscono per il bene dell'uomo, impedendogli però di fare le proprie scelte individuali e libere, per quanto sbagliate possano essere.

Un altro punto di contatto tra il libro ed il film riguarda poi l'elemento che costituisce il cambiamento delle condizioni iniziali. I problemi dell'Eternità iniziano quando Harlan scopre l'amore ed il sesso: questi due aspetti della vita di ogni essere umano creano talmente tanto scompiglio nella sua vita e nel suo modo di pensare, che tutte le decisioni prese in seguito devono essere lette in funzione della loro scoperta. Anche per Anderton la sfera della vita privata rappresenta il punto di svolta: quando egli scopre, infatti, di essere il prossimo potenziale omicida, si autoconvince della bontà delle sue azioni, decide che la Polizia sta architettando un complotto contro di lui e da quel momento in poi le decisioni della Polizia come entità superiore non saranno più le stesse.

Minority Report è dunque un film davvero consigliato per cercare di avvicinarsi al mondo della fantascienza anche sul grande schermo. La storia narrata appare più vicina e reale rispetto a quella del romanzo di Asimov e quindi può essere di aiuto soprattutto per chi incontra difficoltà con il genere della fantascienza. Può essere un primo passo per aiutare a scoprire un nuovo universo... di letteratura.

Libri consigliati:

Rapporto di minoranza e altri racconti, Philip K. Dick, Roma, Fanucci, 2002.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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