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In estate verrà pubblicato dalla casa editrice americana HarperCollins, a settant'anni dalla stesura, il sequel de Il buio oltre la siepe (nostro Libro del Mese di Marzo 2011). Dopo un iniziale unanime entusiasmo per Go Set a Watchman, sono però iniziate a circolare strane voci su Harper Lee e su chi, di lei, oggi si occupa...

Nelle Harper Lee, 89 anni ad aprile, è diventata famosa in tutto il mondo per aver scritto Il buio oltre la siepe. Pubblicato nel 1960, il romanzo riscosse subito un gran successo permettendo alla scrittrice di vincere, nel 1961, il Premio Pulitzer e dal quale venne tratto l’omonimo film vincitore di tre Premi Oscar.

Il racconto di un’America degli anni Trenta in cui ancora erano in atto la segregazione razziale e l’odio nei confronti dei neri le hanno permesso di vincere nel 2007 la Medaglia Presidenziale della libertà. La motivazione fu: “Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre".

Tutto molto bello e lodevole. Ecco perché, a distanza di mezzo secolo, nasce una polemica attorno alla pubblicazione, il prossimo 14 luglio, di Go set a Watchman, sequel de Il buio oltre la siepe.

Non sembrerebbe esserci nulla di strano se non fosse che la Lee vive ormai da più di sette anni in una casa di riposo e che non sia più in grado di intendere e di volere dopo la perdita parziale della vista e dell’udito.

Per anni si occupò di lei sua sorella maggiore Alice, scomparsa lo scorso anno, che lasciò però sin dal suo pensionamento le redini degli affari della sorella nelle mani di un'avvocatessa di fiducia, Tonja Carter.

La Carter, rappresentante ormai della famiglia, sembrerebbe aver trovato in casa dell’autrice il nuovo romanzo, scritto in realtà ancor prima del suo più grande successo e che la Harper credeva andato perduto. Hank Conner, nipote della scrittrice, ha invece dichiarato: “È assolutamente un suo scritto e non è mai stato perso. È sempre stato in possesso della famiglia".

Proprio per questo, qualche giorno fa, la critica Jessa Crispin del New York Times si chiedeva quale fosse il bisogno di pubblicare il libro proprio adesso, un libro che negli anni Cinquanta venne rifiutato. Sembrerebbe che l’editor di allora avesse letto il libro e avesse chiesto alla Lee di scriverlo da un altro punto di vista, più “bambinesco”, così da far decidere all’autrice di metterlo da parte, scrivere un libro diverso e di non pubblicarne altri. Infatti, Harper Lee confidò ad una amica: “ Un nuovo romanzo? Mai mi sottoporrei alla pressione arrivata dopo il primo. E poi quello che dovevo dire l’ho detto”.

In tanti ora si chiedono quindi come mai, dopo anni di silenzio e isolamento, sia arrivata la scelta di mettere sul mercato il romanzo. Le motivazioni commerciali sembrano prevalere e, difatti, l’estate scorsa sono stati venduti i diritti digitali de  Il buio oltre la siepe, anche se l’autrice sembrerebbe essere stata sempre contraria alla pubblicazione digitale del suo lavoro.

Dichiarazioni contraddittorie e strani avvenimenti aleggiano quindi attorno alla pubblicazione, in due milioni di copie, di questo nuovo libro che sicuramente sarà molto atteso, tanto acquistato e parecchio commentato. Speriamo solo che la Harper beneficerà veramente di questo suo nuovo, ci auguriamo, successo.

(articolo a cura di Alessia Esposito)

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