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Quando si parla di distopia ci riferiamo ad una realtà distorta, utopica al contrario, perché detestabile anziché desiderabile. La letteratura offre molti esempi di realtà distopiche come quella descritta da George Orwell in 1984, Libro del Mese di Aprile 2015. Anche il cinema ne dà numerose dimostrazioni, i registi hanno infatti avuto l'opportunità di utilizzare musica contemporanea scritta appositamente per i loro film o risultata idonea a descrivere la distorsione del reale in un mondo negativo, sbagliato, da cui fuggire. Un maestro in questo senso è stato Stanley Kubrick, che si è servito delle musiche di Gyorgy Ligeti per alcuni dei suoi più celebri capolavori.

La vita di Gyorgy Ligeti ebbe un inizio difficoltoso: nacque nel 1923 in Romania,  interruppe i suoi studi musicali nel 1943 perché costretto ai lavori forzati dal partito nazista in quanto ebreo. La sua intera famiglia venne deportata ad Auschwitz e soltanto la madre riuscì a salvarsi. I suoi primi studi e le sue iniziali creazioni musicali, all'insegna dell'innovazione e della sperimentazione, rimasero poco conosciuti. In conseguenza dell'oppressione sovietica, Ligeti fuggì  a Vienna nel 1956 e da qui si trasferì poi a Colonia, dove scoprì il mondo della musica elettronica.

Anche se scrisse poco in questo genere, il lavoro successivo ne fu sicuramente influenzato: la musica elettronica si concentrava infatti più sul timbro che sulla melodia, così le composizioni di Ligeti cominciarono a seguire queste modalità ed ebbero origine le opere che lo resero celebre e che oggi lo ricordano,  Apparitions del 1958 e soprattutto Atmosphères del 1961.

I primi rapporti tra Ligeti e Kubrick furono a dir poco burrascosi. Il celebre regista nel 1968 uscì con uno dei suoi film più noti, 2001: Odissea nello spazio. La pellicola non mostrava propriamente una realtà distopica, ma al suo interno  si trovavano gli embrioni: Kubrick illustrava, infatti, in maniera assolutamente verosimile l'intelligenza artificiale e la vita nello spazio, dimostrandone però il legame indissolubile. Per le scene salienti del film, Kubrick utilizzò numerose opere di Ligeti: Adventures, Atmosphères e due arie del Requiem (Kyrie e Lux Aeterna).

Ligeti si dichiarò colpito dall'utilizzo che il regista aveva fatto delle sue opere, ma assolutamente contrariato di non essere stato né avvisato e né remunerato. Il compositore intentò e vinse una causa legale contro il regista, ma in seguito i rapporti si distesero e Kubrick si servì nuovamente delle composizioni di Ligeti per altri suoi lavori. Il componimento Lontano, datato 1967, fu ad esempio utilizzato da Kubrick per il celebre Shining tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.

 

Il primo film kubrickiano incentrato sul tema della distopia fu sicuramente Arancia meccanica, uscito nel 1971. Seguirono una lunga serie di sperimentazioni cinematografiche sul tema, dove la distopia del mondo esterno venne interpretata e sempre ulteriormente interiorizzata dai personaggi fino ad arrivare a Eyes wide shut, del 1999. I protagonisti vengono avvolti da una spirale antiutopica, che rischia di rovinare loro la vita, semplicemente per la mancata  accettazione della semplicità dell'esistenza umana. Il matrimonio tra il dottor William Harford (Tom Cruise) e la moglie Alice (Nicole Kidman) comincia a vacillare e i due entrano in un mondo distorto, in una realtà che li conduce nei meandri della massoneria, delle lobby che governano la politica mondiale e nei bassifondi della città, dove anche l'amore e la prostituzione sono mescolati in una poltiglia indesiderabile,  da cui il dottor Harford non vede l'ora di fuggire, ma comunque  ne risulta  sempre maggiormente  attratto.

 

Per questo capolavoro, che è anche l'ultimo film di Kubrick, scomparso nel 1999, pochi mesi dopo l'uscita al cinema della pellicola, il regista si servì nuovamente delle musiche di Ligeti. Utilizzò componimenti scritti tra il 1951 ed il 1953, dal titolo di Musica ricercata. Trattasi di undici brani, il primo dei quali composto con una sola nota, un la suonato su varie ottave. Nel secondo brano con l'aggiunta di una seconda nota, un re, che è il movimento scelto da Kubrick per il suo film. Il terzo, arricchito di una terza nota e così via, fino a ricoprire un'intera scala cromatica di colori musicali, con undici note nell'undicesimo brano. All'interno del film, l'opera di Ligeti descrive bene la follia distopica dell'universo ai limiti della realtà in cui si muovono i personaggi.

La scelta musicale compiuta da Kubrick è risultata essere di grande impatto per il pubblico e di notevole interesse per la critica cinematografica.

 

Ascolti consigliati (di Gyorgy Ligeti):

Melodia ricercata (1951-53);

Atmosphères (1961);

Requiem (1963-65).

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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