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Il Libro del Mese di Ottobre 2016, Come diventare buoni di Nick Hornby, permette al lettore di interrogarsi su quale sia il confine tra bene e male, o meglio tra bontà e malvagità. Fa riflettere cioè su cosa siano davvero il bene e il male tramite l'esperienza dei protagonisti. Circa duemila anni fa una religione medio-orientale, che si diffuse parallelamente e contemporaneamente a quella cristiana ma che non ne ebbe la stessa fortuna, si basava proprio sull'idea che il mondo e la vita fossero regolati dall'eterno ed immutabile confronto tra Bene e Male, la contrapposizione assoluta e il dualismo tra i due principi divini, luce e tenebre: si tratta del Manicheismo.

Manicheismo deriva da Mani, che ne fu il teologo fondatore. Le notizie che possediamo su questo personaggio le dobbiamo al celebre scienziato e filosofo persiano al-Biruni (talvolta italianizzato in Albiruni), che visse circa sette secoli dopo, intorno all'anno Mille. Le informazioni che ci fornisce sono particolarmente specifiche: sappiamo infatti che Mani nacque nell'antica regione dei Parti il 25 aprile del 216 d.C., trascorse la propria infanzia tra gli Elcasaiti, una comunità religiosa di origine giudaico-cristiana esclusivamente maschile a cui apparteneva suo padre. All'interno della comunità, Mani poté studiare i testi della tradizione ebraica e i Vangeli, dimostrandosi da subito interessato ad ampliare la propria conoscenza, avvicinandosi anche a Zoroastro e alla sua religione, che nello stesso periodo stava diventando sempre più potente tra i vicini Persiani. Questi erano riusciti a sconfiggere, dopo lunghe guerre, il regno dei Parti e ne avevano sottomesso i territori. Mani fuggì in India con alcuni Elcasaiti, dove organizzò la sua Chiesa e fondò la propria religione.

Ritornato dopo anni tra la sua gente, riuscì a convertire prima i familiari del re e poi lo stesso sovrano persiano Sapore, che gli offrì protezione. Il Manicheismo prosperò e si diffuse, raggiungendo anche Roma attraverso l'Egitto, ma i successori di Sapore non furono così benevoli in quanto interessati soprattutto ad innalzare lo zoroastrismo a religione di Stato. Mani fu imprigionato e torturato, morì il 3 marzo del 277 e i suoi seguaci vennero perseguitati. Il Manicheismo riuscì a resistere per molti secoli, seppur osteggiato da tutte le altre religioni e condannato come eretico anche dal Cristianesimo che tanto invece vi condivideva, e terminò di esistere intorno al XIV secolo.

L'idea di fondo del Manicheismo era rappresentata dal dualismo estremo Bene-Male in senso però gnostico. Tutto quello che esiste è composto da bene e male, ma la luce del bene è racchiusa all'interno delle cose e quindi bisogna raggiungerla tramite un procedimento di conoscenza, filosofica per le cose immateriali e scientifica per quelle materiali. Il dualismo tra bene e male è tipico delle religioni medio-orientali ed è ben diverso dalle esperienze che in quegli anni o qualche secolo prima si potevano trovare nell'Occidente politeista, con le sue divinità che più che altro erano super-uomini dotati di particolari facoltà sovrannaturali. Anche la fede cristiana condivideva molti aspetti di questo dualismo, ma l'elemento gnostico (la conoscenza) era inaccettabile perché il dualismo della teologia cristiana è di origine divina, non è terreno ed analizzabile tramite la conoscenza.

L'esperienza dell'adolescenza di Mani permea tutta la teologia manichea, a partire dalla cosmogonia (creazione dell'universo), dove ritroviamo non solo Adamo ed Eva come i primi due esseri umani creati dalla divinità della luce, ma addirittura l'idea cristiana della Trinità, in quanto il Primo Uomo per i Manichei era lo stesso dio della luce che, per combattere il dio delle ombre, si rivestì degli elementi della Natura e si trasformò in un essere animato per potersi scontrare con l'orribile Satana, mostro mezzo pesce e mezzo uccello con la testa di leone e quattro zampe, il dio dell'oscurità. Da notare dunque il parallelismo tra la trinità manichea (dio della luce, elementi della Natura, Primo Uomo) e la trinità cristiana (dio del bene, spirito vitale, uomo-dio).

Nella struttura organizzativa del Manicheismo ritroviamo le origini della Chiesa di Cristo con il suo Capo (Mani e i suoi seguaci, che in seguito alla sua morte si stabilirono a Samarcanda), gli Eletti e gli Uditori (popolo). Gli eletti dovevano rispettare cinque comandamenti (povertà, purezza, verità, non aggressività e non uccisione – quest'ultimo principio anche legato al vegetarianesimo); gli Uditori, invece, dovevano rispettarne dieci, che ricalcavano quasi in tutto quelli biblici donati a Mosé dal dio ebraico Yahweh.

Tra gli Eletti (uomini e donne) venivano scelti i dodici assistenti del Capo, di sesso maschile, come erano uomini i dodici Apostoli di Cristo; oltre ad essi, bisognava eleggere settantadue diaconi che predicassero la religione manichea nel mondo con puro spirito missionario, così come negli Atti degli Apostoli la prima comunità cristiana sceglieva tra il popolo settantadue diaconi da inviare nel mondo, visto che la religione cristiana cominciava ad espandersi e non poteva facilmente essere gestita dagli apostoli da una sola sede. Ciò portò alla nascita dei Patriarchi, i successori degli apostoli che si insediarono in diversi luoghi simbolo della terra, come Roma, Costantinopoli, poi Antiochia, più tardi Venezia e Mosca, fino ad arrivare ai giorni nostri.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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