1) Il ritratto di Dorian Gray O. Wilde
Beh...ritengo sia difficile che qualcuno dei partecipanti non lo abbia ancora letto, io l'ho letto molti anni fa e lo conservo ancora gelosamente nella mia libreria, nutrendo il desiderio recondito, per ora ancora inesaudito, di rileggerlo...
A
pag. 41 della mia edizione Dorian sta posando per il pittore che lo ritrae e Lord Henry, che assiste, continua la conversazione avviata, condita dall'eleganza dei movimenti che lo contraddistingue sin dai tempi dell'università...
Eppure [...] io credo che se un uomo vivesse la sua vita con totale pienezza, se desse forma ai suoi sentimenti, espressione a ogni suo pensiero, realtà a ogni suo sogno, ebbene io credo che il mondo sarebbe rigenerato da impulsi tanto gioiosi da costringerci ad abbandonare tutte le nostre malattie medievaleggianti per ritornare all'ideale ellenico [...]Ma anche i più coraggiosi fra di noi hanno paura di se stessi. La mutilazione dell'istinto sopravvive tragicamente nella negazione di sé che depaupera le nostre esistenze. Siamo puniti per ciò che ci proibiamo. Gli impulsi che ci affanniamo a reprimere rimangono a covare nella mente e ci avvelenano; [...]
L'atavico dilemma: cedere ai desideri, agli impulsi, alle tentazioni è l'unico modo di liberarsene? Ma a quale costo? Il fascino dell'azione liberatoria di istinti che però non determina conseguenze, il rifiuto di imperativi etici in nome della affermazione del sé... la possibilità di liberare il flusso delle pulsioni senza sensi di colpa senza consapevolezza di altro da sé, in nome addirittura di un ideale di rigenerazione del mondo...
credo che le riflessioni che potrebbe indurre tale passaggio non riuscirebbero a trovare l'ampio respiro che meriterebbero nello spazio che possiamo dedicare qui, forse ... l'apertura di un topic ad hoc...
... del resto, ragazzi, parliamo di Oscar Wilde!