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Non c'è articolo o blog letterario che non faccia riferimento al cinismo, all'ironia tagliente e alla cattiveria gratuita – soprattutto nei confronti delle donne – di William Somerset Maugham. Nato in Francia, ma su territorio inglese (il padre fece in modo che nascesse nell'ambasciata britannica di Parigi), il 25 gennaio del 1874. Scrittore e commediografo britannico eletto Autore dell'anno 2021 dalla community del Club del Libro.

Non ha mai avuto molta considerazione da parte della critica; lui stesso, alla fine della sua carriera come scrittore, si collocò come "quello in prima fila nella seconda categoria", messo in ombra dai vari James Joyce, Virginia Woolf e Thomas Mann.
Nemmeno nella sfera sentimentale riuscì a ottenere l'affetto di quelli che avremmo potuto indicare come suoi amici. Molti scrittori rifiutarono di prendere parte al progetto editoriale di Heinemann che, in occasione dell'ottantesimo compleanno dell'autore, voleva omaggiarlo con una raccolta di saggi a lui dedicati. Verrebbe da dire: come dar loro torto? Alcuni di loro, infatti, avevano subito l'atroce e personalissima vendetta di Maugham, ovvero rivedere se stessi intrappolati per sempre da carta e inchiostro in alcuni dei suoi personaggi peggiori.

In questo articolo cercheremo di far luce sulla vita di questo autore umanamente disprezzato, ma capace di dar vita a personaggi che difficilmente risultano banali.

Probabilmente la causa del suo essere così spregevole è da ricercarsi nell'infanzia tormentosa che ha vissuto. Ancora bambino, perde entrambi i genitori a distanza di due anni l'una dall'altro. Prima la madre – di cui conserverà sul comodino la sua foto per sempre – e dopo il padre. In seguito a questi eventi che lo segneranno profondamente, viene spedito in Inghilterra da uno zio che si rivelerà piuttosto crudele e severo. Qui il giovane William è costretto a sopprimere le proprie emozioni, e trascorre la giovinezza in balia della noia e dei soprusi dei suoi coetanei, dettati dalla cattiva pronuncia che ha della lingua inglese e dalla corporatura minuta. Il tutto sfocerà in una balbuzie sporadica, a seconda delle emozioni e delle circostanze, di cui l'autore non si sbarazzerà mai. Mentre il piacere nel bersagliare le protagoniste femminili dei suoi scritti, secondo alcuni, è da correlare al dissidio interiore provocato dall'omosessualità vissuta male, e da un pessimo carattere.

È il 1890 e William, stufo dell'Inghilterra, decide di andare in Germania a studiare letteratura, filosofia e tedesco. Qui incontra John Ellingham Brooks, pianista e studioso di musica classica, dieci anni più grande, con cui intraprende una relazione molto significativa, sia come prima esperienza amorosa che come formazione dei suoi gusti letterari.

Nella biografia Somerset Maugham (non tradotto in italiano) di Ted Morgan, Brooks viene così descritto: "Ellingham Brooks era un esteta omosessuale, basso come Maugham [...] aveva capelli castani ricci, labbra sensuali e abbastanza soldi per viaggiare e coltivare i suoi gusti. Lui e Maugham hanno parlato di arte e letteratura e di Italia e Grecia. Ha acceso l’immaginazione del giovane ed è diventato l'arbitro dei suoi gusti."

Nel 1915 con l'uscita di Schiavo d'amore (trad. Franco Salvatorelli, Adelphi, 2007) si renderanno noti molti tratti autobiografici riconducibili a questo periodo della sua vita, di cui, uno tra tanti, il personaggio principale ispirato a Brooks.

Il libro che gli apre le porte alla carriera letteraria è Liza di Lambeth (tradotto da Rizzoli e da Newton Compton Editori ma non più in commercio), in cui concentra tutto quello che i cinque anni da studioso di medicina gli hanno dato. Anni che, secondo alcuni, si rivelarono infruttuosi per il giovane scrittore ma, in realtà, saranno fondamentali a William per studiare il degrado, le emozioni crude e il lato più vero degli esseri umani.
È proprio dalla sua predisposizione a osservare tutto quello che la vita vera è in grado di dare che hanno origine i suoi personaggi, a cui affida il difficilissimo compito di rappresentare la realtà per quella che è, anche se spietata. William, che si professa carente di immaginazione e, dunque, racconta solo ciò che vede, legge o sente, pone ai lettori storie semplici con trame non eccessivamente complesse, ma assolutamente in grado di avere funzione magnetica.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, William è troppo vecchio per prendere le armi, e lo scrittore, con ormai alle spalle decine di opere teatrali e romanzi, presta servizio prima come autista di ambulanza per la Croce Rossa Britannica e, dopo, come spia dell'Intelligence.
Nel contesto bellico farà la conoscenza di Frederick Gerald Haxton, compagno di avventure e amante fino al 1944, anno della morte di Haxton. Insieme a lui ha navigato tra le Isole del Pacifico alla ricerca di materiale umano per la scrittura di La luna e sei soldi (trad. Franco Salvatorelli, Adelphi, 2002) che Haxton raccoglieva – William era molto timido – e che Maugham trasformava in letteratura. Proprio a lui è ispirato il personaggio di Rowley Flint in In villa (trad. F. Salvatorelli, Adelphi, 1999).

Nel corso della sua vita, William non ha amato soltanto uomini, e dalla relazione con Syrie Wellcom ebbe una figlia e un matrimonio di dieci anni totalmente vuoto, destinato a non durare – un tratto comune a molti dei suoi personaggi, intrappolati in una bolla apparente di perbenismo, ma erosi da inganni e indifferenza. Il loro non fu affatto un matrimonio semplice a causa dei numerosi viaggi di William e della sua relazione con Haxton, così finì a colpi di vendette pubbliche come solo Maugham sapeva fare.

In seguito al divorzio, acquista Villa Mauresque sulla Costa Azzurra, in cui si rifugia insieme ad Haxton, divenendo uno dei maggiori salotti letterari degli anni '20 - '30.
Morirà qui, solo e ricchissimo, legato ai soldi non per interesse, ma per avere la certezza che mai più il disagio e la miseria subite da bambino, in seguito alla morte dei genitori, avrebbero potuto sfiorarlo.

(articolo a cura di Roberta Failla)

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