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La Giornata internazionale della Donna non è un giorno di auguri e mimose, ma un giorno di resistenza, rabbia e consapevolezza. In un presente in cui i diritti delle donne sono sotto attacco in tutto il mondo, è essenziale ricordare che il vero significato di questa data è l’urgenza di smuovere le coscienze, di fare sentire la nostra voce. È in questo scenario che la letteratura femminista diventa strumento di lotta.

Il racconto dell'ancella e l'invisibilità delle donne in Afghanistan

Cominciamo con uno dei classici più potenti della letteratura femminista moderna: Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood. A Gilead, la società distopica in cui si svolge la vicenda, le donne sono completamente sottomesse e private di ogni libertà. Offred, la protagonista, è un'ancella, ovvero una donna costretta a procreare per una coppia di comando, e la sua condizione rappresenta la massima espressione di un controllo patriarcale che usa la religione, la legge e la violenza per dominare il corpo femminile.

Questo controllo patriarcale si trova oggi, nella nostra realtà, in diversi Paesi del mondo. In Afghanistan, dopo il ritorno al potere dei talebani, le donne sono state escluse dalle scuole e dal mondo del lavoro, costrette a indossare il burqa e vivere sotto rigide restrizioni (non possono nemmeno uscire di casa senza un parente maschio). Il nuovo codice penale istituzionalizza la violenza domestica, consentendola finché non vengono rotte le ossa, e le degrada a schiave.

Il racconto dell'ancella è un libro che ci fa capire quanto la libertà femminile sia fragile, quanto siano fragili le nostre conquiste. La lotta per l'autonomia delle donne è una battaglia per i diritti umani. Se l'8 marzo ci deve insegnare qualcosa, è che quella libertà va difesa ogni giorno, ovunque.

Ragazze elettriche: una scossa per fermare i femminicidi?

Anche quella di Naomi Alderman è una distopia, che va tuttavia in direzione contraria rispetto al Racconto dell'ancella. Qui, infatti, le donne sviluppano improvvisamente la capacità di produrre scariche elettriche, una forza che le rende invincibili. Alderman crea un mondo in cui il potere fisico femminile ribalta i ruoli di genere e svela la fragilità di un sistema costruito su secoli di oppressione maschile. L’autrice non si limita a un gioco di potere fisico, ma usa questa metafora per esplorare le disuguaglianze che permangono anche oggi, dal trattamento economico alle molestie sessuali, fino alla violenza di genere.

I femminicidi sono un riflesso di questa gerarchia di potere. Solo in Italia, lo scorso anno, ci sono stati 84 casi accertati. La denuncia che Alderman fa attraverso la sua distopia è chiara: se il patriarcato ha paura di qualcosa, è proprio il nostro potere.


Epstein e Pelicot: cambiare il mondo un passo – e un processo – alla volta

Un altro aspetto doloroso ma essenziale da affrontare è la violenza sessuale, che è un aspetto sistematico del patriarcato, anche nelle sue forme più sottili e mascherate. I casi di abusi e sfruttamento sono l’emblema di un potere che usa il corpo delle donne come un oggetto di cui disporre liberamente.

Nobody's girl. La mia storia di sopravvivenza in nome della giustizia è il memoir che Virginia Roberts Giuffre, vittima e prima accusatrice di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, ha lasciato, con la disposizione di pubblicarlo, prima di togliersi la vita nell'aprile 2025. Le vittime del caso Epstein, molte delle quali minorenni, hanno avuto il coraggio di parlare, ma il sistema che ha protetto gli abusanti è ancora in piedi. La vera lotta contro la violenza sessuale deve partire da lì: dalla giustizia per le vittime e dal rifiuto di un sistema che permette a uomini come Epstein di agire impunemente per decenni.

Gisèle Pelicot è stata drogata regolarmente dal marito, che per un decennio la ha fatta abusare da una cinquantina di sconosciuti, filmando tutto. Madame Pelicot ha coraggiosamente rinunciato alla possibilità di tenere il processo a porte chiuse, affermando: "La vergogna deve cambiare lato". In Un inno alla vita racconta la sua vita prima, durante e dopo gli abusi e il processo di guarigione che la porta oggi a vivere pienamente, nonostante tutto.


Persepolis: le lotte delle donne iraniane, ieri come oggi

Persepolis di Marjane Satrapi è una delle graphic novel più celebri a tema femminista. Satrapi racconta la sua infanzia e adolescenza in Iran durante e dopo la rivoluzione islamica. La nuova repubblica islamica impone restrizioni feroci alle donne: il velo diventa obbligatorio, le leggi sulla segregazione di genere sono imposte nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana. Marjane, con la sua forte personalità e il suo spirito ribelle, vive queste trasformazioni come una prigione che limita la sua libertà e la sua identità.

Questa graphic novel si collega in modo molto forte e diretto agli eventi attuali in Iran. Le donne iraniane oggi stanno vivendo ciò che Marjane ha raccontato decenni fa, con le stesse sfide e la stessa determinazione. Persepolis ci insegna che la lotta per la libertà delle donne non ha mai fine e che ogni gesto di ribellione, anche il più piccolo, è un atto di autodeterminazione e dignità.


Gli uomini mi spiegano le cose: quando si prova a ridurre le donne al silenzio

Un libro che ha avuto un impatto profondo sul dibattito femminista contemporaneo è Gli uomini mi spiegano le cose di Rebecca Solnit, un saggio che esplora il fenomeno del mansplaining, ovvero di come gli uomini tendano a spiegare le cose alle donne, anche su argomenti che le donne conoscono meglio di loro. Questo comportamento, che può sembrare banale, è il simbolo di una dinamica di potere più ampia. Solnit analizza il silenzio che viene imposto alle donne in ogni ambito, dal mondo accademico al lavoro, fino alla vita quotidiana. In una società che sistematicamente fa sentire la voce delle donne meno importante, il libro di Solnit è un invito a prendere la parola e farsi ascoltare.

Prendiamo la parola, facciamoci ascoltare e celebriamo la Giornata internazionale della donna con un atto di resistenza: la lettura può essere uno degli strumenti più efficaci per incanalare la nostra rabbia e la nostra energia, per provare a rendere nel nostro piccolo il mondo un posto migliore.

(articolo a cura di Elisa Kirsch)

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