C'è un sottile filo che lega la Vienna imperiale del 1803 alla Russia rurale di fine Ottocento. Questo filo è teso dalle note della Sonata per violino e pianoforte n. 9 in La maggiore, op. 47 di Ludwig van Beethoven, meglio conosciuta come la Sonata a Kreutzer. Ma come può un'opera musicale trasformarsi nel catalizzatore di un femminicidio letterario? Per capirlo, dobbiamo esplorare il dialogo oscuro e viscerale tra la partitura di Beethoven e la penna tormentata di Lev Tolstoj, il cui omonimo romanzo è il nostro Libro del Mese di Aprile 2026.
Quando Beethoven compose la Kreutzer, non stava scrivendo una semplice sonata da camera. Dedicata inizialmente al violinista George Bridgetower e poi riassegnata a Rodolphe Kreutzer dopo un litigio, l'opera rompe infatti con il classicismo settecentesco.
Il primo movimento, un Adagio sostenuto, è un corpo a corpo tra violino e pianoforte che riflette il tumulto interiore di un compositore che stava perdendo l'udito ma al contempo trovava una voce nuova.
Ottant'anni dopo, Lev Tolstoj ascolta questa sonata. Per lo scrittore di Guerra e Pace, la musica non è un'elevazione dello spirito, ma una forza ipnotica e pericolosa. Questa sua tesi viene dimostrata nel romanzo breve La sonata a Kreutzer, in cui Tolstoj utilizza la composizione di Beethoven come "arma del delitto". La Kreutzer è "terribile" perché agita passioni che la ragione non può controllare, possiede un'energia dionisiaca che conferma la natura carnale della musica.
Il protagonista, Pozdnyšev, racconta in prima persona e senza nessun rammarico la storia del suo matrimonio, culminato nel brutale assassinio della moglie. L'elemento scatenante è l'esecuzione della sonata da parte della donna e del suo presunto amante violinista, che crea uno spazio di complicità tra i due musicisti che esclude il marito, trasformando il linguaggio universale dell'arte in un codice segreto d'adulterio (reale o immaginato).
Il legame tra le due opere non è solo tematico, ma strutturale. Tolstoj modella il ritmo del suo racconto sull'andamento della sonata. Come l'accordo iniziale di violino squarcia il silenzio, il romanzo si apre con una confessione cruda e immediata su un treno. Nel secondo movimento, Andante con variazioni, il dialogo serrato tra gli strumenti riflette il conflitto coniugale e la volontà di dominio dell'uomo sulla donna. Nel Presto finale, invece, la furia della musica è parallela alla discesa del protagonista verso la follia femmicida.
Mentre Beethoven cercava di liberare lo spirito umano attraverso la lotta sonora, Tolstoj vedeva in quella stessa libertà un rischio per la stabilità morale dell'anima.
Oggi, a distanza di secoli, la Sonata a Kreutzer continua a interrogarci. Che sia attraverso le corde di un violino o le pagine ingiallite di Tolstoj, questo "dialogo oscuro" ci ricorda che l'arte non è mai innocua: ha il potere di elevare, ma anche di mettere a nudo le zone d'ombra più profonde dell'animo umano. Vi invitiamo a riascoltare l'Op. 47 di Beethoven prima di immergervi nella lettura del nostro Libro del Mese o durante la lettura: scoprirete che quelle note, proprio come le parole di Tolstoj, vibrano ancora di una tensione pericolosamente attuale, in tempi in cui i femminidi sono tristemente all'ordine del giorno.
Guida all'ascolto, esecuzione di Marta Argerich e Gidon Kremer:
Adagio sostenuto: https://www.youtube.com/watch?v=4zdCSOS3MMI&list=PLyrS5_ErY3KSzrImmqQYnXgbbJ_hY6Lkw&index=1
Andante con variazioni:
https://www.youtube.com/watch?v=WzSQHo_EzC8&list=PLyrS5_ErY3KSzrImmqQYnXgbbJ_hY6Lkw&index=2
Finale - Presto:
https://www.youtube.com/watch?v=k76J3ZVtHZs&list=PLyrS5_ErY3KSzrImmqQYnXgbbJ_hY6Lkw&index=3
(articolo a cura di Elisa Kirsch)
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