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La letteratura di viaggio è un genere letterario molto variegato e rappresenta un mondo a sé. Al proprio interno racchiude un universo enorme di stili, di modi di raccontare, di descrivere quanto visto, con l'obiettivo comune di condividere le esperienze vissute e magari in parte anche immaginate.

Ogni scrittore/viaggiatore, nelle varie epoche, ha contribuito e contribuisce a proprio modo, con reportage in stile giornalistico, diari di viaggio, saggi, testi romanzati, scenari immaginari, fino ad arrivare alle guide turistiche e ai moderni siti multimediali. Ogni periodo storico ha avuto i propri viaggiatori/narratori con un proprio modo di viaggiare e di rappresentare quanto vissuto. Partendo dall'antichità, troviamo l'Odissea omerica, che rappresenta il testo fondativo delle narrazioni di viaggio occidentali; passando per i viaggi dei popoli vissuti nel bacino del Mediterraneo; proseguendo per il Medioevo, con Dante e la sua Divina Commedia e Marco Polo con il Milione, e ancora con i grandi itinerari di esplorazione, compiuti dai navigatori dell'epoca nei loro viaggi di scoperta attraverso gli oceani, alla ricerca di nuove terre e nuove vie marittime di passaggio, narrati nei loro diari di bordo; arrivando ai viaggi rinascimentali, dove lo spostarsi spesso era visto come punto di riflessione personale e di crescita individuale, che ha nel Gran Tour la massima interpretazione; finendo poi nel XIX secolo, dove la pratica del viaggio si è notevolmente allargata e trasformata, in quanto, da impresa fondamentalmente individuale, il viaggio comincia a trasformarsi in un fenomeno di massa, visto l'evolversi dei mezzi di trasporto e la possibilità di rendere fruibile ad un numero sempre più ampio di persone la possibilità di entrare in contatto con chi scriveva di viaggi.

Entrando nel XX secolo, il panorama di autori che dedicano parte della loro letteratura ai viaggi comincia ad essere considerevole, e rimanendo nel contesto italiano troviamo, nei primi anni del '900, Emilio Cecchi, Vincenzo Cardarelli, Antonio Baldini, Paolo Monelli, Mario Soldati, Ugo Ojetti, Giovanni Comisso, Corrado Alvaro, Guido Gozzano, solo per citare i più rappresentativi.
Nel tempo si assiste anche a una riscoperta dell'Italia da parte dei vari autori, si comincia a viaggiare nel nostro Paese, alla scoperta del variegato universo di opportunità e spunti che il nostro territorio offre: Elio Vittorini (Viaggio in Sardegna, 1931), Comisso (L'italiano errante per l'Italia, 1937), Carlo Emilio Gadda (Le meraviglie d'Italia, 1939), Francesco Jovine (Viaggio in Molise, 1967), Carlo Levi (Le parole sono pietre - Tre giornate in Sicilia, 1955), Guido Piovene (Viaggio in Italia, 1957), per citarne alcuni.
Parallelamente, sono tanti gli scrittori/giornalisti che allargano al mondo i propri interessi di viaggio, soprattutto rivolgendosi all'Oriente; a spingersi alla volta dell'India sono Moravia (Un'idea dell'India, 1962) e Pasolini (L'odore dell'India, 1962), e ancora Goffredo Parise (Cara Cina, 1966), Giorgio Manganelli (In Cina e altri Orienti, 1974), Alberto Arbasino (Trans-Pacific Express, 1981), Fosco Maraini (Pellegrino in Asia, 1951 – Segreto Tibet, 1951).
Una citazione a parte merita il giornalista Tiziano Terzani, per il quale il viaggio è sempre stato una necessità esistenziale, e che per trent'anni ha raccolto i suoi reportage soprattutto dall'India (Pelle di leopardo, 1973 - La porta proibita, 1984 - Un indovino mi disse, 1995, solo per citarne alcuni).
Moltissimi giornalisti hanno poi intrapreso questa strada. Tra i tanti Paolo Rumiz, che da inviato scopre il fascino dei viaggi e l'arte di narrarli, percorrendo le distanze coi più svariati mezzi di trasporto: a piedi (Appia, 2016 – A piedi, 2012), in treno (Trans Europa Express, 2012 – L'Italia in seconda classe, 2014), in bicicletta (Tre uomini in bicicletta, 2002), misti (Annibale, 2013 – Morimondo, 2015 –  È Oriente, 2013).
Oggi il variegato mondo letterario legato ai viaggi, non coinvolge più solamente autori affermati. Infatti tantissimi viaggiatori indipendenti e/o solitari legano al proprio viaggio un racconto o un diario, con stili narrativi diversissimi, capaci di raccontare i loro percorsi e trasmettere le emozioni provate; affrontando montagne (Un alpinista qualunqueGiancarlo Pauletto, 2018), attraversando mari ed oceani (Rapsodia MediterraneaSimone Perotti, 2019), percorrendo territori complicati (NostalgistanTino Mantarro, 2019), in treno (Sulla TransiberianaMauro Buffa, 2010) o magari camminando e pedalando su classici itinerari di viaggio (Destinazione SantiagoRiccardo Finelli, 2016), percorrendo strade (Tre uomini a piediPaolo Ciampi, 2017; IchhusaEmilio Rigatti, 2017), ognuno contribuendo ad aggiungere un pezzettino di conoscenza in più a noi lettori.
Penso che chiunque scrive di viaggi faccia suo quanto diceva Marcel Proust: "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi".

(articolo a cura di Alessandro Furlani)

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