Eve Ensler, scrittrice, drammaturga e attivista americana, ha scritto I monologhi della vagina – nostro Libro del Mese di Gennaio 2024 – nel 1998 dando voce a donne (o meglio alle vagine delle donne) di ogni età, razza, religione e classe sociale. Ha rivoluzionato il mondo femminile sfatando tabù e affrontando con ironia e profondità temi delicati come la violenza e il consenso. L'autrice ha realizzato circa 200 interviste creando uno spettacolo che, partendo da New York, verrà messo in scena in tutto il mondo. Questa pièce teatrale è considerata una pietra miliare del pensiero femminista contemporaneo, di quel femminismo che ha come obiettivo la parità e il rispetto.
«La mia vagina umido villaggio vivente di acqua. Loro l'hanno invaso. L'hanno massacrato e bruciato. Io non tocco adesso. Non ci vado mai. Io vivo in un altro posto, adesso. Io non so dov'è, adesso.»
L'indignazione che proviamo per tutti gli atti di violenza che le donne subiscono, per tutte le volte che non sono libere di essere, di esprimersi, di piacere e piacersi, di godere e vivere, in quegli anni era meno presente ed Ensler denuncia anche questa vergognosa verità. Del resto, anche oggi c'è un'indignazione e un dispiacere che non sono mai del tutto privi di sospetti e titubanze da parte di alcuni. Proprio per questo nelle sue parole non c'è solo comprensione, accoglienza e amore nei confronti delle altre donne, ma anche disprezzo e rabbia verso chi le ha usurpate o verso chi, ancora, non le ascolta.
«Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta.»
La risonanza di quest'opera fu così grande da convincere Eve Ensler a fondare il V-Day: il silenzio doveva essere spezzato. Creò quindi questo movimento attivista globale rivolto ad abbattere ogni forma di violenza su donne e bambine e coordinato da un'organizzazione no-profit negli Stati Uniti. Dal 1998 promuove eventi di sensibilizzazione e consente esibizioni gratuite, prese e ispirate ai Monologhi della vagina, ogni 14 febbraio. Ancora oggi unisce attivisti di tutto il mondo che nel tempo hanno raccolto fondi e finanziato centri di accoglienza.
La strada da fare è ancora molta, troppa. Solo in Italia nel 2023 sono morte 109 donne. Non ci resta altro da fare se non continuare a leggere libri come questo, guardare film come C'è ancora domani di Paola Cortellesi, supportare movimenti come il V-Day e provare a spiegare a chi ancora deve capirlo che la violenza non è mai la soluzione. Dobbiamo aiutarci e difenderci tra noi dimostrando che la fatidica "solidarietà femminile" che dicono non esista invece c'è eccome. Io la vedo ogni giorno nei sorrisi delle altre donne in metro, nelle ragazze che si avvicinano l'une alle altre nei momenti di tensione per strada, l'ho vista nelle migliaia di donne presenti ai cortei dello scorso novembre, la vedo spesso e spero di vederla sempre di più. Da donna, è rimasta una delle poche cose a cui aggrapparmi.
«Insieme siam partite, insieme torneremo: non una di meno, non una di meno.»
(articolo a cura di Sveva Serra)
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